dal Taccuino del Comandante Zeta

dal Taccuino del Comandante Zeta

mercoledì 12 maggio 2010

Maggio Zeta!

Nuovi testi e foto
da DOLLARMY:

"ThisIsNotADollSong"

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ThisIsNotADollSong (1) di DollArmy

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ThisIsNotADollSong (1)

La mattel ha obiettivi di tipo industriale
Non è sua competenza se qualcuno ne ha male
Così ad un certo punto, senza causa palese,
elimina il comparto produzione cinese
strategia commerciale, avrà i suoi motivi
niente dietrologie e impresarii cattivi
ma provate un po’ voi a svegliarvi un mattino
allungare la mano e non c’è il comodino,
è sparita la lampada, la cornice e la foto,
Così nuda per terra, sembra quasi un ex voto.
Nell’armadio toscano che avevo ereditato
Non resta alcun vestito, per quanto ho rovistato
E l’unica speranza, dietro alla porta chiusa
È trovare nel bagno suppellettili usa.
Capisco limitare una nuova potenza
Ma io delle mie cose non posso stare senza
Non posso definirmi se non ho miei accessori
Mi hanno insegnato a vivere di orpelli e di decori
Me li sostituiranno, è questione di giorni,
Ma è inutile che speri che qualcosa ritorni
E spiegare educata ad un pugno di sordi
Che persino una bambola ci tiene ai suoi ricordi

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(testo ricevuto da DollArmy)
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DollArmymage n.13


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(foto ricevuta da DollArmy)

ThisIsNotADollSong (2) di DollArmy

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ThisIsNotADollSong (2)

Alcuni anni or sono ho firmato un contratto
Senza leggere bene le norme per lo sfratto
Mi offrivano una casa in comodato d’uso
Da cambiare ogni volta a decennio concluso
Mi sembrava fantastico diventare sicura
di essere adeguata a ogni moda futura
La prima casa poi era quasi un bidone
Era molto carina ma fatta di cartone
Ne ho cambiate parecchie, bianche, lilla o barocche
Con pareti smontabili e tende con le cocche
Ma andando in centro ieri per comprarmi qualcosa
Vedo un gran manifesto con una scritta rosa
Compra la nuova barbie quella con la frangetta,
Con la tv satellite e una nuova casetta.
È un errore io penso, me l’avrebbero detto
Ma ho una raccomandata finita nel cassetto,
la apro e mi comunica che alla fine del mese
trasloco in un alloggio sobrio e senza pretese
la legge parla chiaro, ero stata cretina
distratta dai disegni della tenda in cucina .
però io in questa casa mi sono abituata
Me l’hanno data a pezzi io l’ho ristrutturata
La stoffa del divano non stava neanche su
Io mi sono cucita le foderine blu
Il giardino ha bisogno del mio pollice verde
La mia anima intera senza casa si perde
Ho solo poche ore per fare delle foto
e con i miei ricordi riempire un posto vuoto

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(testo ricevuto da DollArmy)
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martedì 11 maggio 2010

DollArmymage n.12


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(foto ricevuta da DollArmy)

ThisIsNotADollSong (3) di DollArmy

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ThisIsNotADollSong (3)

Una casa sfarzosa è forse un privilegio,
Stanze ampie e spaziose, finiture di pregio
Ma è questione di gusti, l’architettura buona
Per me è il padiglione di Mies a Barcellona
Le mie case per barbie, e non è presunzione,
tendono a separare la forma e la funzione
Il rilievo semantico di oggetti in miniatura
Deve essere preciso e non caricatura
Ma poi spesso il comò ha un po’ troppi cassetti
Il letto molti pizzi svariati copriletti
Gli oggetti tecnologici connotati spaziali
Più buoni per star treck che per usi normali
Polimeri iridati monitor di cartone
Poggiati sopra a un tavolo decorato a pitone
E il sogno modernista di cromature e vetro
Si scontra col barocco languidamente tetro
Venere degli stracci in salsa quotidiana
Sandali di swarowsky e maglioni di lana
Appoggiati al trumeau rosa e un po’ barocchetto
La sedia luigi xvi che sostiene un corsetto
Mentre sogno la casa che al cinema è lo sfondo
Per agenti corrotti o un serial killer biondo
Rigore calvinista e nessun accessorio
La verità assoluta senza contraddittorio

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(testo ricevuto da DollArmy)
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DollArmymage n.11


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(foto ricevuta da DollArmy)
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ThisIsNotADollSong (4) di DollArmy

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ThisIsNotADollSong (4)

Ho trovato un ingaggio prendo il trenta per cento
Devo fare un servizio sulle nozze d’argento
E la mattel mi dice di non prenderla male
Che l’età della barbie è scritta sul giornale
E che vado benissimo per la sceneggiatura
solo trucco leggero e una borsa un po’ scura
Bomboniere limoges e nastrini di raso
Con confetti cromati appoggiati in un vaso
è soltanto routine, per sbarcare il lunario
ma la stola in georgette assomiglia a un sudario
il compleanno scorso era stato splendente
una festa a milano dentro la rinascente
e decine di mostre, di tutte la più bella,
con i miei cari oggetti, dai trucchi alla padella,
appuntati ad un totem, un’offerta votiva
davvero commovente anche per una diva.
Mi serve un po’ di tregua, adesso dico basta
L’età matura incombe e l’audience è troppo vasta
Per continuare a vivere in maniera serena
Cercare gradualmente di uscire dalla scena
E poter declinare un invito penoso
un servizio di moda in casa di riposo
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(testo ricevuto da DollArmy)
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DollArmymage n.10


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(foto ricevuta da DollArmy)
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ThisIsNotADollSong (5) di DollArmy

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ThisIsNotADollSong (5)

Conferenze sul manga nell’arte orientale
Seminari sul clima dell’emisfero australe
Visioni in cartelàmi nella scena barocca
Non c’era trattazione che mi sembrasse sciocca
Incontri variegati a cui andavo da sola
Non veniva richiesta mai nessuna parola
Con l’abitino nero semplice e un po’ formale
L’espressione enigmatica sempre molto neutrale
Però da un po’ di tempo e in diverse occasioni
Comincio ad evitare conferenze e lezioni
Non è disinteresse su temi culturali
È piuttosto un disagio dai motivi banali
L’effetto è influenzato dall’età di un soggetto
Comunque esso sia, trascurato o perfetto
Se lo specchio rimanda un sorriso decente
Basta solo evitare quella luce radente
Che mette in evidenza, e non ci sono fughe,
certe linee sottili che diventano rughe
pur detestando ozpetek sembrerò ammiratrice
di film finto scorretti col pathos in cornice
e non posso spiegare in un ruolo di ascolto
senza le sfumature che gli anni mi hanno tolto
di sentirmi ridicola, cuffia con traduttore,
seduta sulla sedia, davanti a un professore
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(testo ricevuto da DollArmy) 

DollArmymage n.9


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(foto ricevuta da DollArmy)
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domenica 24 gennaio 2010


Speciale Fionda Tre!
Terzo Numero Speciale
del Sergente Fionda di Salice:

In fuga dalla Polizia Antilettura:
con i libri contenuti nei capelli,

gli speciali agenti felini
e i pesci lettori...

(I precedenti Appunti del Sergente Fionda di Salice,
sono stati pubblicati nel mese di Settembre e Giugno 2009).
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Per due sacchi...



(foto ricevuta dal Sergente Fionda di Salice)

Appunti del Sergente Fionda di Salice_19

SACCHI NERI

Olmo portò a casa sua Corrado Zagal.
Zagal raccontò quello che poteva al ragazzo, che si offrì di aiutarlo a recuperare i capelli che contenevano la cultura di secoli e secoli.
La bottega di Paco era silenziosa, Olmo entrò mentre il barbiere stava spazzando via i capelli di tutti i clienti della giornata.
Olmo entrando disse: "Non buttarli! Li prendo tutti io"; poi tirò fuori una banconota da 500 euro.
A Paco brillarono gli occhi, smise di spazzare e prese nel retro del negozio dei sacchi neri, aiutando Olmo a riempirli.
I due si salutarono e Paco disse: "Quando vuoi, vieni a prendere tutti i capelli che ti servono."
Olmo caricò sulle spalle i due sacchi pieni dei capelli e si avviò a casa, dove intanto Zagal si era addormentato sul divano, stanco e spossato, poco prima che il televisore mostrasse la sua foto di ricercato.
L'annunciatore concludeva che chi lo avesse incontrato doveva subito avvisare le forze di Polizia Antilettura, poi la pubblicità di un deodorante svegliò Corrado Zagal, mentre Olmo entrava trionfante in casa con i due sacchi neri pieni di capelli.

(continua)

(testo ricevuto dal Sergente Fionda di Salice)

Corrado Zagal mentre impreca in dialetto veneto...




(foto ricevuta dal Sergente Fionda di Salice)

Lo Scimaltrik



(foto ricevuta dal Sergente Fionda di Salice)

Appunti del Sergente Fionda di Salice_20

AL LAVORO

Corrado Zagal si mise al lavoro per separare i suoi capelli, che contenevano i libri, da tutti gli altri.
In quella tragica giornata purtroppo erano stati molti i clienti del barbiere Paco.
Tutto sembrava andare bene, finchè Zagal scoppiò in lacrime, imprecando in dialetto veneto "Tutto in malora!". Dopo aver diviso i suoi capelli, avrebbe dovuto ricomporre le sequenze degli stessi ma senza lo strumento adatto (lo Scimaltrik), rischiava di ricomporre i volumi mischiando i libri, facendone un grande minestrone di parole e autori.
La notte seguente cercò di mettersi in contatto con Il Sergente Fionda di Salice senza riuscirci. Provò con un vecchio strumento che si chiamava telegrafo ma nessuna risposta giunse nella casa di Olmo.
Da tre giorni Corrado Zagal era ospite in quel luogo…

(continua)

(testo ricevuto dal Sergente Fionda di Salice)

Il colonello Carilius




(foto ricevuta dal Sergente Fionda di Salice)

L'agente speciale Lola



(foto ricevuta dal Sergente Fionda di Salice)

L'agente speciale Aleandro



(foto ricevuta dal Sergente Fionda di Salice)