dal Taccuino del Comandante Zeta

dal Taccuino del Comandante Zeta
Visualizzazione post con etichetta monticelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta monticelli. Mostra tutti i post

domenica 26 aprile 2009

"Memento Vivere" di Alex Monticelli

.
Sprimaccio il cuscino
E mugghiando ad intermittenze
Pilucco pensieri e parole.
Le ultime degne di nota sono state:
"Non sei che un chiodo entrato storto

Nel legno della mia vita".
Escono dalla scena con grande magia le donne
È la loro arte la loro prestidigitazione
Al confronto i nostri numeri sono niente
Neve sfiorita ai margini del marciapiede.
Amare e potermi dire amato questo ho voluto
Chissà se ci sono riuscito.
Un’ alba misera spunta su tutto
Comprese puntute signore in delirio
Per le note di questa piccola sinfonia
Di un re minore.
Io nel frattempo mi alzo e pronuncio un nome
Come se fosse possibile preferire una rosa
Ad un’altra rosa.


(testo ricevuto da Alex Monticelli)

"Body and Soul" di Alex Monticelli

.
Sono iscritto da circa due mesi.
Due o tre giorni la settimana
Scendo le scale poggio la mia roba
E comincio a sollevare, flettere
Correre, pedalare mentre guardo
Qualche culo o penso alle cose
Che non ho fatto.
Ieri ho parlato per la prima volta
Con l’istruttore di qualcos’altro
Che non fosse quel posto.
Ed ho saputo che ha una laurea
In lettere moderne, che ha provato
Decine di volte a costruire
Su questa strada nelle università
Nelle case editrici, nelle redazioni
Di quotidiani, riviste ma alla fine
Ciò che era il suo hobby
Hanno deciso che diventasse
Il suo lavoro.
Gli dico che anche se alcune
Gallerie d’arte espongono i miei
Lavori e qualche editore mi ritiene
Una voce originale e nuova
Ho un altro lavoro per vivere
Ma dal quale non riesco ad ottenere
I suoi bicipiti, tricipiti ed altri cipiti simili.
Poi veniamo interrotti da una donna con
Le gambe da rinoceronte che lo chiama.
Lui torna a fare quello per cui è pagato
Io quello per cui ho pagato.
S-fottuti tutti e due dalla stessa fiamma.


(testo ricevuto da Alex Monticelli)

sabato 4 aprile 2009

"Il giovane studente..." di Alex Monticelli


Il giovane studente si addormenta
Il vento caldo dalla finestra aperta
Sfoglia le pagine e continua a leggere per lui.
Nella memoria si fanno passi indietro, a lato
Dove si vuole, nella memoria non ci sono direzioni.
Ognuno percorre una strada passata
Ma che strada è se non ti riporta a casa?
La stanza della tua casa è d’oro e bianca
Chiusa alle mie intenzioni e ai desideri
Di letterature spontanee come erbacce
Tra le fessure del cemento.
Lì dentro costruisci anche tu lo stratagemma
Del cavallo di legno, per ingannare chi aprirà
La porta dopo di me.
L’arte di perdere si impara facilmente
Ed è il peso di tutto questo che si regge tra due parole.

(testo ricevuto da Alex Monticelli)

"Infilo la giacca..." da Alex Monticelli


Infilo la giacca davanti una gigantografia di Marcello
Apro la portiera metto in moto e parto.
I riflessi dei fari lingueggiano sulle vetrine dei negozi

del centro.
Guido e dimentico per un po’ di respirare
Stasera esiste solo la tua bellezza altizigomata
Il cervello che frana
Le parole incompiute che cadono dalle labbra.
È sempre così per chi si innamora di qualcuno
Che ama qualcun altro.
Poi spengo il motore, esco dalla macchina
Ed entro in casa.
Due uomini in frac,una donna in muta da sub
E la menina di Velazquez si alzano dal mio divano
E mi salutano con un sorriso.
Io mi avvicino alla porta della stanza
Abbasso gli occhi e la chiudo lentamente.
Deciso che fino a domani
Farò a meno di bere e di pensarti.

(testo ricevuto da Alex Monticelli)