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(la scala e il motorino - segue)
quando scese in strada era già buio:
non gli sembrava di aver impiegato così tanto
per montare le tende in quell’ufficio
e in effetti anche l’aspetto della via era diverso
e non vedeva nemmeno il suo mezzo
lasciato incustodito
mentre si guardava intorno perplesso,
un motorino sbucò dalla curva
e sfrecciò verso di lui a colpi rabbiosi di acceleratore
in equilibrio sulla ruota posteriore,
proprio quando un camion in manovra
usciva a ritroso dal cancello
(continua)
(la scala e il motorino - segue)aveva il casco indossato
e anche ben allacciato,
ma non si aspettava quell’ostacolo improvviso
contro cui stava piombando:
ora di certo gli altri della compagnia
l’avrebbero raggiunto e poi preso in giro
fuori dal baretto
certo con l’impatto era volato in aria
e poi rotolato più volte,
ma il casco aveva tenuto
e ora in piedi si rialzava dall’altra parte
un tizio in tuta con un gancio in mano, lo stava guardando fisso
e già si chiedeva cosa volesse da lui quel tipo strano,
quando con stridore di gomme, arrivò il resto del suo gruppo:
tutto a posto ragazzi, avanzò a dire verso di loro
ma quelli invece senza risposta
si affollavano agitati alle spalle di vigili e infermieri,
tra lampi e sirene e accorrere di abitanti
che ripetevano il suo nome..
la casalinga, il ladro e suo cugino
Eppure i rumori che a letto sentiva e l’avevano svegliata,
venivano dal balcone della cucina:
a quell’ora ancora notturna la spinsero ad uscire in vestaglia
e sporgersi oltre la ringhiera per capirne la causa
qualcuno vestito di scuro
si stava arrampicando lungo la grondaia,
puntando i piedi e allungando le braccia
per raggiungere il piano sottostante
e una finestra lasciata socchiusa dagl’incauti vicini
bisognava sbrigarsi a concludere il lavoro
finchè la notte durava:
suo cugino non era così agile da tentare la scalata
e rimaneva acquattato nel giardino
pronto a infilare nel borsone
la refurtiva che dall’alto gli avrebbe gettato(continua).
(la casalinga, il ladro e suo cugino - segue)
fino a quel punto tutto filava,
il condotto sembrava ben ancorato alla parete
e con un altro sforzo sarebbe entrato
nella casa incustodita:
ma quella donna era uscita sul balcone
e ora stupita lo guardava appeso alla facciata
poi lei per vedere meglio scostò il bucato appeso alle corde
e con un grido gli precipitò addosso:
lui si tirò indietro con uno scatto
ma sentì sotto le dita che l’appiglio si staccava dal muro
e si piegava e insieme cadevano,
lui, la donna in vestaglia e il tubo,
verso l’albero di nespolo che nascondeva il cugino..
Ottobre Zeta!
Nuovi testi dal taccuino del Comandante
Nuove foto da Zetagramma
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(foto ricevuta da Zetagramma)
Il Comandante Zeta legge dal proprio taccuino,in una piazza padana
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