dal Taccuino del Comandante Zeta

dal Taccuino del Comandante Zeta

domenica 4 gennaio 2009

Zeta in azione


(foto ricevuta da Stephan Nosferoff)

"Fiction" di Comandante Zeta

( 7 ) ANIMA INQUIETA

mentre rincorrevi la palla,
sei sceso incautamente dal marciapiede
e l’ultima auto del corteo ti ha travolto

il successivo intenso ed esteso cordoglio
si è rassodato con un consistente indennizzo,
che fra l’altro permette alla tua famiglia
di estinguere il mutuo,
rinnovare l’auto e moltiplicare
la misura dello schermo

l’unica tua foto sorridente
apre la pagina del sito dedicato,
il tuo nome ridotto a logo,
per qualche mese copre una benefica truffa
che raccoglie fondi e sparisce,
mentre una campagna di opinione
contro l’arroganza dei poltici,
ha contribuito alla mancata rielezione
del tuo investitore

ma tu, anima inquieta, ti aggiri ancora fra le stanze,
provocando un fastidioso ronzio
sul canale preferito da tuo padre,
e l’episodico errore nei tempi di cottura
sul microonde in cucina

dopo questi vani tentativi di richiamare attenzione,
che provocano solo emicrania e litigi fra genitori,
una ripetuta sostituzione di apparecchi in garanzia,
e una risentita polemica con l’assistenza,
ti rendi conto che la realtà
non è molto diversa da prima,
e lo svantaggio maggiore della tua nuova situazione
è poter vedere il rovescio dello scenario
che per inesperienza o noncuranza,
accettavi da vivo:
le ragioni di stoffa e cartone,
tenute insieme da corda e chiodi,
il motivo delle azioni svelate sul retro
dalle sbavature di colla e vernice,
la maldestra apparenza che la platea consente,
perchè la recita prosegua, si concluda e riprenda,
senza contare l’increscioso possesso della tua palla,
da parte dell’antipatico figlio del vicino.

mercoledì 3 dicembre 2008

Oscar Primo Review #11




(foto ricevuta da Oscar Primo)

"tempo scaduto_1" di DollArmy

tempo scaduto_1

Faccio l’ultima uscita della mia produzione
domani compleanno, finita la canzone
e dire che a vedersi
tutto và ancora bene
non noto cedimenti
la mia carcassa tiene
ma è un fattore anagrafico
che porta un certo costo
da domani sull’autobus
mi cederanno il posto.
E per l’ultima volta seguo la procedura
per uscire nel mondo e far bella figura
doccia, shampoo e idratante di un albergo costoso,
smalto su mani e piedi, rossetto luminoso,
sandaletti con tacco et voilà mi sistemo,
sempre ultima volta, un decolletè supremo.
Non credo ai prodigi di chirurgia fasulla,
costano, fanno male e non servono a nulla
non rimpiango delizie della giovane età
lo spettro è il cambiamento della mia identità
gettata in una parte col copione già fatto
senza voce in capitolo, un attore coatto,
non più scegliere il gioco, farne solo il racconto
non più il protagonista ma solo un servo tonto
guardo me nel riflesso, dentro al monitor nero,
apro il server per sempre, addio al mondo vero.



(testo ricevuto da DollArmy)

dollhotels_2




(foto ricevuta da DollArmy)

"guai sul web_1" di DollArmy

guai sul web_1


La rete del reale riproduce gli effetti
perfino su "my space" c’è chi la fa l’aspetti
nel visionare pagine, col mouse cercar contatti
si chiede e si rifiuta, questi restano i patti.
Quelli a cui ho negato l’aggiunta al parco "amici"
possono ora esultare e ridere felici:
il cantante melodico, l’infermiere scuretto,
un crociato festante, una con l’occhio abbietto
ho cassato, tra gli altri, e selettivamente,
i fans di un cantautore che non amo per niente,
un mito incontestabile, ormai un’ istituzione,
se lo ascoltino pure, senza la mia adesione.
Ma viene poi il momento, cercando con "esplora"
che scopri che c’è Lui, la stella che si adora
l’autore delle immagini più forti che io ricordo
un pugno nello stomaco, un gran boato sordo.
Deglutisco un po’ incredula e, irresponsabilmente,
invio la mia richiesta, a tamburo battente.
La pagina, invero, la dritta la forniva
lui torvo sullo sfondo con la faccia cattiva
in alto c’è una scritta "artista che stà solo"
che importa ormai ho già offerto la mia amicizia a nolo.
Così un mito nipponico vendicherà spietato
la corte dei miracoli che io ho rifiutato
e come un samurai mi assesta la mazzata
così, senza preamboli, richiesta cancellata.



(testo ricevuto da DollArmy)

dollhotels_1



(foto ricevuta da DollArmy)

giovedì 6 novembre 2008

"guai sul web_2" di DollArmy

guai sul web_2


Uno nessuno o forse centomila
le identità sul web, sto perdendo le fila.
E’ cominciato prima con le-mail per la posta,
puoi raggiungere tutti e poi poco ti costa.
Non c’è quasi argomento desueto o troppo ardito
da non poter raggiungere clikkando con un dito:
party di andy warhol, kit di sopravvivenza,
vivande in miniatura, basta un po’ di pazienza.

Visito ogni sito, scarico l’universo,
invento nuove formule, un codice diverso,
tutto per poi raggiungere quella giusta parola
che mi consegna il mondo in una fase sola
la cabala privata, la mia chiave d’accesso,
il cifrario caotico in cui mi sono messo.
Ma tutte le mie formule tendono ad evaporare,
figli fuori di casa e senza cellulare.
Sembrano geroglifici e non ricordo come
e con quali lettere scrivevo il mio cognome.



(testo ricevuto da DollArmy)

Oscar Primo Review #10



(foto ricevuta da Oscar Primo)

"Fiction" di Comandante Zeta

( 6 ) INSOLITO CASO

per una strana interferenza,
mentre chiami tua moglie con il cellulare,
inneschi l’esplosione di una serie di bombe,
che distruggono il tuo quartiere


resti orfano, vedovo e senza figli,
ma dopo un anno di lutto,
scopri che hai sviluppato l’inconsueto potere
di comunicare con le vittime di tutte le stragi

sommerso da milioni di anime,
di chi invoca giustizia o reclama vendetta,
ne pubblichi in rete l’elenco completo,
dalla guerra di troia al prossimo conflitto

mentre una squadra di esperti mette ordine
nelle avverse pretese di razze, partiti e religioni,
in vista del giudizio finale.

"Fiction" di Comandante Zeta

( 3 ) SOSPETTI

sei rapito per un progetto del governo,
che tratta lo scambio delle tue sensazioni banali
con una preziosa fornitura d’uranio
da una potenza straniera in cerca di emozioni
e vieni condotto in una base nascosta
per molti piani scavata sotto un giardino


era quello in cui da bambino, hai perso senza rimedio la palla;

già ragazzo qui avevi inciso due nomi sull’albero,
che nella stagione seguente è scomparso;

dove la donna che incontravi nei viali,
è sparita come il cespuglio e la panchina che vi accoglieva;

ho la conferma che qualcuno
s’infila nel nostro passato e lo scompiglia,
sposta su piani diversi il possibile incontro,
spezza i legami e ne disperde le parti:
troppo tardi viene restituita,
l’occasione sottratta ai giovani prigionieri.