Dal Taccuino del Comandante Zeta.
Combattente e scrittore della foresta in rete.
In giro per le città, spunta da un cespuglio,
s'infila nella metro, ti passa accanto
e di nascosto scrive.
. ThisIsNotADollSong (5) Conferenze sul manga nell’arte orientale Seminari sul clima dell’emisfero australe Visioni in cartelàmi nella scena barocca Non c’era trattazione che mi sembrasse sciocca Incontri variegati a cui andavo da sola Non veniva richiesta mai nessuna parola Con l’abitino nero semplice e un po’ formale L’espressione enigmatica sempre molto neutrale Però da un po’ di tempo e in diverse occasioni Comincio ad evitare conferenze e lezioni Non è disinteresse su temi culturali È piuttosto un disagio dai motivi banali L’effetto è influenzato dall’età di un soggetto Comunque esso sia, trascurato o perfetto Se lo specchio rimanda un sorriso decente Basta solo evitare quella luce radente Che mette in evidenza, e non ci sono fughe, certe linee sottili che diventano rughe pur detestando ozpetek sembrerò ammiratrice di film finto scorretti col pathos in cornice e non posso spiegare in un ruolo di ascolto senza le sfumature che gli anni mi hanno tolto di sentirmi ridicola, cuffia con traduttore, seduta sulla sedia, davanti a un professore . (testo ricevuto da DollArmy)
Speciale Fionda Tre! Terzo Numero Speciale del Sergente Fionda di Salice: In fuga dalla Polizia Antilettura: con i libri contenuti nei capelli, gli speciali agenti felini e i pesci lettori... (I precedenti Appunti del Sergente Fionda di Salice,
sono stati pubblicati nel mese di Settembre e Giugno 2009).
Olmo portò a casa sua Corrado Zagal. Zagal raccontò quello che poteva al ragazzo, che si offrì di aiutarlo a recuperare i capelli che contenevano la cultura di secoli e secoli. La bottega di Paco era silenziosa, Olmo entrò mentre il barbiere stava spazzando via i capelli di tutti i clienti della giornata. Olmo entrando disse: "Non buttarli! Li prendo tutti io"; poi tirò fuori una banconota da 500 euro. A Paco brillarono gli occhi, smise di spazzare e prese nel retro del negozio dei sacchi neri, aiutando Olmo a riempirli. I due si salutarono e Paco disse: "Quando vuoi, vieni a prendere tutti i capelli che ti servono." Olmo caricò sulle spalle i due sacchi pieni dei capelli e si avviò a casa, dove intanto Zagal si era addormentato sul divano, stanco e spossato, poco prima che il televisore mostrasse la sua foto di ricercato. L'annunciatore concludeva che chi lo avesse incontrato doveva subito avvisare le forze di Polizia Antilettura, poi la pubblicità di un deodorante svegliò Corrado Zagal, mentre Olmo entrava trionfante in casa con i due sacchi neri pieni di capelli.
Corrado Zagal si mise al lavoro per separare i suoi capelli, che contenevano i libri, da tutti gli altri. In quella tragica giornata purtroppo erano stati molti i clienti del barbiere Paco. Tutto sembrava andare bene, finchè Zagal scoppiò in lacrime, imprecando in dialetto veneto "Tutto in malora!". Dopo aver diviso i suoi capelli, avrebbe dovuto ricomporre le sequenze degli stessi ma senza lo strumento adatto (lo Scimaltrik), rischiava di ricomporre i volumi mischiando i libri, facendone un grande minestrone di parole e autori. La notte seguente cercò di mettersi in contatto con Il Sergente Fionda di Salice senza riuscirci. Provò con un vecchio strumento che si chiamava telegrafo ma nessuna risposta giunse nella casa di Olmo. Da tre giorni Corrado Zagal era ospite in quel luogo…
nato in pianura da genitori di montagna,
evaso a più riprese da oltre 30 anni di lavoro forzato,
ora si nasconde nei pressi del porto di una città di mare.
Veloce spedizione ai margini estremi di Terradue
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Leggevo Dean Kuntz quando mi hanno condannato a morte.Sono venuti a dirmi,
direttamente al mio lettino d’ospedale, che dovevano farmi una Tac perché
“sospe...
Oscar Primo, fotografo Da Caracas all'europa. Preferisce la notte, i neon nelle vetrine, il cielo dei soffitti a pannelli modulari, i segnali pulsanti delle rampe di accesso, il panorama dei corridoi deserti. Solo di notte la città riesce ancora a parlare ai nostri cuori di ruggine.
Come ho conosciuto Oscar Primo testimonianza di Marco Cacciamani
Circa vent’anni fa vivevo in una bella zona della città, vicino al mare, in una casa molto grande, tanto che che un paio di vani erano rimasti quasi inutilizzati. Sapendo questo, un mio amico, ne’ tra i più cari, ne’ tra i meno simpatici, un giorno mi telefona e mi chiede di vederlo per un importante questione.
Seduti così davanti ad una birra in un bar vicino a casa mia, mi propone di ospitare un suo amico per una quindicina di giorni. Io rimango perplesso e un po’ turbato per la richiesta importuna, ma poi mi interesso del caso invero particolare: un uomo di una decina d’anni più vecchio di me, sudamericano, con un nome (Oscar Primo) da cavallo da corsa, come pensai subito, era nella fase pressocchè terminale della sua irreversibile malattia. Se lo avessi ospitato, sarei poi stato risarcito da sua sorella, che sarebbe venuta a prenderlo per portarlo definitivamente via, prima per una importante (quanto inutile) visita, poi a casa sua in Riviera. Ancora incredulo, comunque accetto e l’indomani mi vedo arrivare un signore con un elegantissimo pigiama di raso, a righe orizzontali, i capelli a zero ( per la terapia) e due enormi occhi sgranati ed incredibilmente espressivi. Affabile, affascinante, raffinato ma allo stesso tempo ciarliero e alla mano, mi ha parlato per quindici giorni delle sue conoscenze personali: leggendari calciatori brasiliani suoi amici, ex modelle e starlette del cinema anni ’70 che aveva conosciuto molto intimamente e dei suoi progetti futuri (?!) riguardanti un traffico d’import/export di succhi tropicali. Tutto questo senza mai accennare al suo stato, alla sua terribile malattia. Per lui quei 15 giorni furono penosi da un punto di vista fisico, ma sempre vissuti con grande dignità. Mi parlò, per ultimo, il giorno prima che sua sorella venisse a riprenderselo, della sua passione per la fotografia… Ci promettemmo di scriverci ma poi non successe; di telefonarci, ma non accadde: interpretai il silenzio di anni in un solo modo.
Assolutamente a sorpresa venni a sapere, dopo circa 12 anni, che era vivo, aveva sposato una ricca brasiliana, più giovane di lui ed il suo hobby, la fotografia, lo aveva reso felice e discretamente famoso e quasi mitico in certi ambienti di arte underground.
Ci siamo poi timidamente risentiti e scambiati anche musica e foto. Non ci siamo più visti. Quando lo ricordo penso che ha vinto su tutto, ha realizzato per intero quello che voleva, soprattutto vivere, anche se sono altri che hanno fatto fortuna con i succhi tropicali …
DollArmy
DollArmy Bio DollArmy nasce nella periferia di una metropoli. Studia in una scuola seria ma presto si trasforma in cacciatrice di immagini. Armata di un’anima tagliente ma tendente alla malinconia, cerca nella tecnologia che sommariamente conosce, linee di fuga e punti di contatto.
Sergente Fionda di Salice
Il sergente Fionda di Salice e i suoi appunti. Troppo avanti in territorio nemico oppure isolato dietro le linee per un’avanzata avversaria? Avamposto o ultima resistenza dei lettori-non-rieducati? E il Comando non risponde…